Festa delle Cascine: tre settimane di allegria e di buona cucina

BIASSONO - Si è rivelata un gran successo anche quest'anno la Festa delle Cascine che, per tre settimane, ha richiamato molti visitatori. Un'iniziativa per divertirsi, mangiare bene e sostenere le attività dell'oratorio San Francesco

Un tripudio di allegria, divertimento, musica e buona cucina. Ma soprattutto di amicizia e di solidarietà. Anche quest’anno è calato il sipario sulla Festa delle Cascine che per tre settimane ha allietato le serate non solo dei cittadini di Biassono, ma dei tantissimi che da tutta la Brianza sono accorsi al grande tendone per divertirsi, mangiare, ballare e soprattutto per sostenere le attività dell’oratorio di San Francesco.

Noi vi raccontiamo il dietro le quinte, la grande amicizia e solidarietà che si respirava tra gli organizzatori e il nutrito staff di volontari. In primis Fabrizio Cozzaglio, main sponsor ma soprattutto instancabile collaboratore per tutta la durata della kermesse che non si è risparmiato nel servire ai tavoli e organizzare al meglio l’evento. Ma si è lavorato parecchio anche dietro le cucine con lo staff della pizzeria “Number One” che ha avuto il suo bel da fare a soddisfare le costanti richieste, con lunghe file in particolare nel fine settimane. 

E poi veloci e sorridenti anche gli altri volontari a rispondere alle domande dei partecipanti, a tener puliti i tavoli, a garantire che tutto andasse per il meglio anche nello spazio della balera. 

Un’altra presenza fissa quella della Protezione civile di Biassono che anche quest’anno ha garantito il servizio d’ordine e soprattutto la sicurezza, dividendosi spesso anche con le esigenze maltempo che in questo pazzo luglio non sono mancate.

“Si è creato uno spirito di amicizia e di collaborazione – ci hanno confermato alcuni volontari – Una festa che anche quest’anno ha richiamato tantissime persone. C’era un’aria particolare, di quelle belle e sane feste di paese che ormai sono in via di estinzione con tantissime persone che, da fuori Biassono sono accorse per regalarsi una serata diversa”.

Anche noi c’eravamo. In incognito non come giornalisti ma come semplici visitatori respirando davvero quell’aria che ci avevano raccontato,  quel  reciproco aiuto che nelle vecchie cascine della Brianza un tempo si respirava. E ammettiamolo, gustando anche qualche prelibatezza, dopo mezz’ora di fila e di attesa.

B.Api.


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